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L’Arpa Viggianese

Uno strumento dal suono angelico, armonioso, delicato e allo stesso tempo complesso. Uno strumento che rappresenta tra le sue note l’identità di un paese e del suo popolo: l’Arpa Viggianese, in dialetto locale chiamata l’Arpicedda. Si parla di questo particolare strumento musicale, ovvero l’arpa diatonica, tramandata oralmente, fino ai primi decenni del 1900; documentabile comunque nelle fonti iconografiche. Tra cui anche delle antiche statuette presenti nei presepi napoletani del XVIII secolo. Invece si hanno tracce letterarie sono un secolo dopo. Questo tipo di arpa è raffigurato anche nelle stampe e nei disegni risalenti alla fine del ‘700 e agli inizi dell’800. L’arpa viggianese, a differenza dell’arpa classica usata nelle orchestre sinfoniche, si differenzia per essere più piccola e per non avere pedali. Da secoli, l’arpa usata dai musicanti girovaghi viggianesi come si evince dalle fonti iconografiche era molto più piccola proprio perché doveva essere “trasportabile”. Si rifaceva quindi come modello all’arpa portativa rinascimentale con 12-14 corde ed era alta circa 80/90 centimetri. Tuttavia, nel tempo, la forma non risulta sempre definita. La particolarità è da attribuire non solo alla scarsa fedeltà al modello dei disegni, ma anche al fatto che non esisteva un modello standard da seguire. Per la precisione, la prima documentazione che testimonia l’avvento dell’arpa positiva diatonica risale al 1836. La troviamo in un articolo di Cesare Malpica, in “Poliorama Pittoresco”, in cui vi è un disegno raffigurante un gruppo di viggianesi, questuanti. Il drappello è composto da un suonatore di viola, un ragazzo con triangolo ed un suonatore di arpa grande; sollevata dal suolo e sorretta dalle spalle del musicante con una cinghia. Probabilmente quest’arpa potrebbe essere simile ai pochi modelli giunti fino alla fine del XX secolo. Al riguardo, la sua altezza, confrontata con quella dell’uomo che la sostiene non dovrebbe essere inferiore a 140 cm. Lo stesso tipo di arpa è anche raffigurato nell’incisione stampata in un libro.

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